Eleggiamo il nuovo senato

Per l’elezione del nuovo Senato occorre fare riferimento all’art 57 della nuova Costituzione.

Dopo averci spiegato, all’art 55, che la Camera dei deputati rappresenta la Nazione e il Senato rappresenta le Istituzioni territoriali, con l’art 57 si definisce la composizione del Senato.

Il primo comma recita dell’art 57:

Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.”

Già qui non si comprende quale sia la funzione dei senatori di nomina presidenziale, in una assemblea che rappresenta le Istituzioni territoriali, giacché il Presidente procede alle nomine di “cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.” (art 59).

Andiamo oltre.

Come sono eletti i 95 senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali?

Sono eletti dai consigli regionali con metodo proporzionale (secondo comma art 57): “I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori.Continua a leggere

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I costituenti fregnoni

I rappresentanti dei Partiti che occupano il Senato hanno approvato una modifica al famigerato art. 2 del testo di riforma costituzionale per il superamento del bicameralismo paritario e la revisione del Titolo V della seconda parte della Costituzione.

Sono tutti contenti, in particolare la gran parte dei dissidenti interni al PD, perché, dicono, è stato affermato un punto fondamentale e qualificante: saranno gli elettori a indicare coloro che tra i Consiglieri regionali andranno al Senato… a fare i dopolavoristi!

Ciarlatani.

Ecco cosa recita l’emendamento della ritrovata concordia: “La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge“.

Complimenti. In italiano significa poco e sul piano giuridico vale meno di zero.

In conformità alle scelte espresse dagli elettori” non ha alcun valore vincolante tenuto conto che la riforma costituzionale prevede che i consiglieri regionali eleggono CON METODO PROPORZIONALE i senatori tra i propri membri e tra i sindaci della Regione.

Da un lato si afferma che sono i consiglieri a eleggere tra loro i senatori, dall’altro lato si dice che lo fanno in conformità al voto degli elettori.

L’art. 2 appena approvato recita “I Consigli regionali e i Consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano, ELEGGONO, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno fra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori”.

I sindaci sono tutti eletti dagli elettori e i consiglieri sceglieranno un sindaco per regione: che significa scegliere in conformità?

Quindi, i Sindaci mandati a fare i dopolavoristi a Palazzo Madama non sono scelti in conformità alle scelte degli elettori perché tutti i sindaci sono conformi alle scelte degli elettori.

Delle due l’una: o la maggioranza dei senatori è costituita da imbecilli o si tratta di disonestà intellettuale.

Le scelte dei consiglieri\elettori saranno autonome; e non può, nel nostro sistema, essere diversamente. Sono invitati a fare delle scelte che somiglino e corrispondano a quelle effettuate degli elettori, ma come possono essere “conformi” alle scelte degli elettori?

Considerate le nostre disposizioni, nessuno può essere vincolato a votare “in conformità” al voto espresso da altri.

Sono forse tenuti a eleggere i più votati? NO

E più votati in assoluto o in rapporto ai voti raccolti da ciascun partito? BOH

Sono forse tenuti a rispettare le proporzioni tra i diversi gruppi consiliari? NO

E come potrebbero farlo? Non potrebbero, considerato l’esiguo numero di senatori che ogni regione dovrà eleggere. E poi, non tutti i Consiglieri sono eletti direttamente: ci sono quelli che entrano in Consiglio con il Listino del candidato alla Presidenza della Regione. Sono questi ultimi esclusi dal computo dei Consiglieri che devono eleggere i senatori? NO, al momento no!

Rifletteteci. Fate delle simulazioni sui diversi scenari che si potrebbero verificare… e vi renderete conto che è stata scritta una autentica fregnaccia!

Cosa autorizza certi senatori a raccontare che saranno gli elettori a scegliere i Senatori? Risposta: l’imbecillità o la malafede, o un mix di entrambe le cose.

Se sono scelti o indicati dagli elettori a che serve che i Consiglieri Regionali li eleggano? Boh!

Devono convalidare l’elezione fatta dagli elettori?

Siamo al delirio!

Poi, cosa c’entra con il Senato rappresentativo delle Istituzioni Territoriali la nomina, facoltativa, da parte del Presidente della Repubblica di cinque Senatori per meriti analoghi a quelli degli attuali Senatori a vita?

E i Senatori a vita attuali, che fine fanno? Tranquilli, sono confermati, al momento. Quindi, il numero dei Senatori è mobile: 95 + gli ipotetici magnifici 5 del PdR + gli attuali Senatori a Vita.

Che si tratti di una epidemia di demenza senile?

Storace, il Presidente e il vilipendio

Francesco Storace rischia cinque anni per vilipendio del Presidente della Repubblica

A distanza di quasi sette anni si discute ancora, in verità tra pochi, sulle affermazioni di Storace sui senatori a vita, l’intervento del Presidente della Repubblica di allora, Giorgio Napolitano, e la replica di Storace.

All’epoca, 2007, con insolita solerzia, il ministro di giustizia, Clemente Mastella, autorizzò il procedimento a carico di Storace per vilipendio del Presidente della Repubblica (art. 278 cp).

Negli ultimi tempi il Presidente della Repubblica è stato oggetto di numerosi attacchi e sorprende l’estrema discrezionalità con cui si muovono i ministri della giustizia. Anche per questo sarebbe opportuno che il nuovo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, solleciti il ministro Orlando e il Parlamento per giungere quanto prima all’eliminazione del reato di vilipendio del Presidente della Repubblica.

Una opinione, un giudizio, per quanto sgradevole, può costituire motivo di condanna penale? Continua a leggere