Maschilisti con le tette

Maschilisti con le tette

Ridurre la lotta alle discriminazioni di genere all’avere la garanzia di un pari numero di candidati per ciascun sesso… è un’offesa alla intelligenza e a quanti, uomini e donne, nei decenni hanno profuso impegno perché alle donne fossero riconosciuti stessi diritti e opportunità degli uomini.

A scegliere chi candidare sono i vertici di Partito; se in Parlamento ci sono discriminazioni nei confronti delle donne ciò è dovuto esclusivamente alle scelte operate dai vertici di partito.

Con questa piccola e insignificante battaglia, ovviamente recepita dal porcello italico, potremo avere più equilibrio numerico tra uomini e donne, ma in ogni caso avremo politici di un solo genere: quello gradito al capo che seleziona.

L’involuzione del femminismo non ha prodotto solo l’ideologia ladylike ma anche il degrado verso la cultura maschilista del potere femminile.

Chi riteneva che le donne in politica avrebbero rappresentato un forte motivo di cambiamento, oggi deve abbandonare ogni illusione.

La gran parte delle donne che fanno politica non vogliono cambiare le regole del potere, non vogliono introdurre meritocrazia e trasparenza per combattere le discriminazioni, non vogliono chiarezza nei processi decisionali che regolano la vita dei partiti, non vogliono trasparenza nelle candidature… a loro basta che per ogni coppia di testicoli ci sia una coppia di tette. E le altre donne?

Maschilismo al femminile

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8 marzo, fuori dal coro

stereotipiTante parlamentari stanno conducendo in Parlamento una battaglia per affermare l’equilibrio di genere tra i candidati alle cariche elettive. Premesso che ci sono in Italia ataviche arretratezze che hanno ostacolato e ostacolano la presenza delle donne in politica e nelle istituzioni, questa battaglia, posta nei termini in cui è stata posta, è sbagliata, inefficace, probabilmente ipocrita. Continua a leggere