La giostra delle banalità

banale2Per politici e giornalisti la situazione non è sufficientemente seria da suggerire comportamenti più attenti, spirito critico e analisi. Infatti, prosegue intensamente la diffusione di banalità sempre più spudorate. Vediamone alcune.

Parlamento rinnovato: mai stati in Parlamento così tanti giovani e donne! Embè? Credo che il parlamento precedente sia stato quello con il più alto numero di rappresentanti di prima nomina; è forse stato il migliore degli ultimi decenni? Giovani e donne significa migliore qualità, efficienza, onestà, competenza? Non si dovrebbe andare in un brodo di giuggiole per un pugno di “giovani e donne” ma occuparsi dei metodi di selezione. Queste d0nne e questi giovani sono stati selezionati con gli stessi metodi e dagli stessi selezionatori dei precedenti parlamenti. Se il precedente parlamento non ci rappresentava, anche questo non ci rappresenta, a prescindere dal fatto che ci siano più persone gradite: nel caso, sarebbe solo un colpo di culo! Il gattopardismo è, appunto, dare l’impressione di cambiare nelle forme e nelle apparenze per in realtà non cambiare nulla. Continua a leggere

La maggioranza degli italiani

ilvotoLa maggioranza degli italiani si attende rispetto delle regole, onestà come prerequisito della politica, senso di responsabilità… Ciascuno di noi giunge a conclusioni diverse, a scelte politiche differenti, ma nell’intima e limpida convinzione che si tratti di scelte giuste e appropriate, in un quadro condiviso di regole e principi.

Mi ha sempre stupito osservare che su singole ma spesso rilevanti questioni noi cittadini abbiamo dimostrato più lungimiranza e capacità politica dei nostri (?) rappresentanti. Mi ha sempre colpito che mentre la “cittadella” politica si dilaniava su assurde formule, tutte autoreferenziali e funzionali esclusivamente ai propri interessi di parte, una piccola pattuglia di geniali lucidi folli raccoglieva su specifiche e dirompenti proposte la maggioranza degli italiani: riconoscimento del divorzio, regolamentazione dell’interruzione volontaria della gravidanza, obiezione di coscienza, nuovo diritto di famiglia, non punibilità dell’uso personale di stupefacenti, responsabilità civile dei giudici, privatizzazione della Rai, finanziamento pubblico ai partiti… sono il risultato di battaglie condotte da una esigua minoranza politica che si è rivelata maggioritaria nel paese. Continua a leggere

La messinscena della vita

messinscenaI Media  hanno un potere sconfinato e spesso fiancheggiano i potenti patentati, sia quelli di ruolo sia i panchinari.

Confezionano notizie, decidono cosa e come far passare le notizie, cosa sia notiziabile e cosa no. Detengono il monopolio del microfono e decidono chi ha diritto al microfono. La realtà è complessa e noi ne vediamo solo alcune sfaccettature, spesso quelle che altri decidono di farci vedere. La realtà diviene così quel che noi percepiamo e spesso sono altri a decidere cosa dobbiamo percepire.

La realtà è percezione. La percezione è parziale ma sempre giusta poiché, appunto, è quel che percepiamo. Può non essere corretta perché incompleta, ma la percezione è giusta, al massimo sono sbagliate le parole che utilizziamo per rappresentare la realtà che vediamo.

Immaginate di avere una mela di fronte a voi; dite che vedete una mela e la semplice visione porta con sé considerazioni, ipotesi: sembra matura, succosa, buona… In realtà vedete una parte della mela e solo facendola ruotare potreste accorgervi che l’altro lato è marcio.

Ogni giorno i Media ci propinano notizie. La quantità di notizie è talmente rilevante che quelle di oggi schiacciano quelle di ieri, non riusciamo ad analizzarle tutte e ad approfondirle così finiamo per convincerci che la notizia in sé sia vera perché ci suona credibile e proviene da una fonte che riteniamo affidabile. La realtà diviene rappresentazione della realtà.

La crisi di rappresentanza è anche crisi di rappresentazione.

Sovente i Media concentrano l’attenzione su aspetti marginali della realtà, un po’ per semplicismo, un  po’ per assecondare l’audience, un po’ per evitare che l’opinione pubblica si soffermi su aspetti più significativi della realtà.

I Media creano un’immagine della realtà più reale del reale. E’ la cultura della messinscena: la vita meriterebbe di essere vissuta senza una buona messinscena?

L’elogio della messinscena: non è forse l’arte della messinscena che distingue l’uomo dalle bestie? Gli altri sono solo dettagli. Questo il ruolo “culturale” troppo spesso svolto dai media.

Lo scopo della messinscena è quello di concentrare l’attenzione del pubblico, del “popolo sovrano”, sullo spettacolo della vita per distoglierla dalla vita. Fare in modo che tutti ogni giorno si occupino della rappresentazione della realtà e non della realtà.