Greta e Vanessa, una storia finita bene?

vanessa_gretaGreta e Vanessa, due giovani cooperanti, dopo mesi di rapimento in Siria sono tornate a casa, sane e salve.
Tutto bene quel che finisce bene, si è soliti dire, e in ogni caso dovremmo essere tutti contenti.
Invece no, montano polemiche feroci che assumono toni sessisti e violenti.

Non intendo discutere dell’ipotetico riscatto: non ho elementi per farlo.

Non intendo discutere delle reali intenzioni delle due ragazze: non ho elementi per farlo, anche se tanti si dichiarano certi di conoscere molto bene  cosa effettivamente cercassero le due ragazze.

Non intendo discutere delle illazioni stile Gasparri che scrive su Twitter “Vanessa e Greta, sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo “. Ovviamente, non ne sa nulla ma avendo letto la notizia su un sito pone una innocente domanda e non si chiede se il sito sia autorevole, attendibile… Meraviglie dell’intelligenza umana! Continua a leggere

Cantone, non banalizziamo

partitocraziaCantone è preoccupato per il clima che percepisce nel Paese; un clima da ’93 in cui prevale la criminalizzazione di tutta la classe politica, un clima giustizialista che ricorda i tempi di Mani Pulite.

E’ naturale, perché da Tangentopoli assistiamo a un crescendo di corruzione che non ha risparmiato nemmeno le tragedie del terremoto in Abruzzo.

Certamente ci sono segnali positivi, ma bastano?

Certo, la nuova politica ha istituito la Commissione Anticorruzione o meglio ha attuato quanto già previsto dalla legge n. 190/2012 che a sua volta rappresenta una evoluzione di quanto previsto  dalla riforma Brunetta  del 2009… e ha con unanimità affidato la guida della Commissione a Raffaele Cantone, benissimo… ma è una cosa perfettamente in continuità con la storia Repubblicana.

La politica che è stata protagonista di Tangentopoli aveva nominato Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, istituito pool antimafia, task force e commissari straordinari con poteri eccezionali…

La Commissione Anticorruzione potrà stroncare sul nascere tentativi di corruzionema se nuovi eserciti di faccendieri e lestofanti sono immessi nel sistema da coloro che governano il sistema stesso allora la lotta è persa in partenza. Diventa un po’ come  la lotta al traffico di droga… ogni anno aumentano i quantitativi sequestrati, i trafficanti arrestati… e aumenta il consumo di droga e anche il prezzo della droga, perché occorre remunerare di più chi corre rischi più alti.

La prevenzione, il livello militare e repressivo, sono fondamentali, ma non bastano.

Occorre agire alle radici, se vogliamo ricondurre la corruzione a livelli fisiologici.

E alle radici c’è il sistema politico: i partiti, che hanno il monopolio della politica nelle Istituzioni e che attraverso propri uomini di fiducia controllano fiumi di denaro… Asl, trasporti locali, gestione dei rifiuti, appalti, politiche sociali, fondazioni bancarie…

Quindi, Cantone, non banalizziamo con domande retoricheL’indagine di Roma non ha dimostrato che i soldi servivano per comprare voti in qualche caso destinati perfino alle primarie? Non è la prova che forse le preferenze rischiano di peggiorare la situazione?

Non banalizziamo.

Nessun bipede pensante ritiene che la preferenza sia la panacea che purificherà il mondo politico. Continua a leggere

Grillo, attento!

Caro Grillo, comprendo benissimo la ferma indisponibilità tua e di buona parte del M5S a non concedere la fiducia a un “governo dei partiti” anche nell’ipotesi che si tratti di un governo a termine per fare poche e ben definite cose. Comprendo bene che è lecito sfruttare gli errori altrui per rafforzarsi e vincere alla grande. E non ci sono dubbi che se si va alle elezioni nel giro di pochi mesi la partita è tra te e Berlusconi; il PD sarebbe fuori dai giochi e gli altri sono già fuori. Questo il PD lo sa bene.

Qui però non è un incontro di calcio dove da un errore della squadra avversaria può scaturire un bel contropiede che in pochi secondi porta a un vittorioso e determinante goal. Qui il rischio è che l’errore altrui duri cinque anni e solo tra cinque anni il M5S avrà l’opportunità di raccogliere la maggioranza assoluta. Perché il punto, caro Grillo, è che non c’è un piano B ma c’è un potente e unico PIANO che prevede un accordo di ferro tra PD e PDL per il tramite della Lega. Continua a leggere

Primo bilancio del voto

Astensione, schede bianche e nulle: 28,4% degli aventi diritto.

Voti dispersi:2.446.087 pari al 7% dei votanti e al 5,21% degli elettori.

Il Parlamento è espressione di 2\3 degli elettori

Lega molto ridimensionata in Veneto, Piemonte e anche in Lombardia; bene.

Ingroia, Di Pietro e il “durismo” comunista fuori dal Parlamento; bene.

Fini e FLI fuori dal Parlamento; bene.

Casini e UDC, quasi estinto ma ripescato; male

Fratelli d’Italia, ripescati; male

Maroni, il fascismo e il paraculismo

Maroni critica Grillo e definisce “fascista” il linguaggio utilizzato dal comico divenuto leader politico.

Lampante che a parlare è un politico comico. Una persona affetta da grave e pericolosa amnesia.

Rinfreschiamo la memoria allo smemorato padano Maroni, con i suoi affettati modi da bravo collegiale.

Maroni è cresciuto in un partito che non è “mai stato forcaiolo”, come affermava Bossi in occasione del voto per l’autorizzazione all’arresto di Cosentino, ma esponeva il cappio in Parlamento. Continua a leggere

Lombardia libera… da Maroni

Maroni è corresponsabile politico, per incapacità o indolenza o complicità, della gestione familistica del Partito che avrebbe dovuto liberarci dalle pratiche partitiche di “Roma ladrona”.

La Lega inveiva contro i ladri ed esponeva cappi in Parlamento, ma ha contribuito al saccheggio delle casse pubbliche e si è sostituita ai precedenti partiti replicando le stesse logiche predatorie fondate su lottizzazione e clientelismo.

Nella migliore delle ipotesi Maroni è un ingenuo sprovveduto che non sa vedere e comprendere quel che gli succede intorno.

Maroni ha ridotto la lotta alla criminalità organizzata a un fatto repressivo e poliziesco, come se non fosse proprio la cultura familistica e clientelare, tipica del nostro sistema politico, a favorire la penetrazione mafiosa in ogni ambito della vita civile e istituzionale. E’ proprio quel tipo di cultura che rende possibile le infiltrazioni mafiose nelle istituzioni. D’altra parte cosa attendersi da un partito in cui si riduce la lotta alla criminalità a un demenziale “non facciamo partecipare le imprese calabresi agli appalti in Lombardia”? Continua a leggere

Prima di tutto il Nord

In cosa il Nord deve venire prima di ogni altra cosa?

Sarebbe ingiusto ritenere che per la Lega sia giunto il momento di pianificare la devastazione sistematica e scientifica del Nord, dopo aver partecipato attivamente alla devastazione d’Italia con la calata delle proprie truppe nel Parlamento e nel Governo italiano?

La mia conclusione è che la Lega non ha e non ha mai avuto alcun progetto politico che non fosse l’occupazione del potere per fini personali. Ciò non significa che nella Lega non vi siano persone capaci, oneste e anche ottimi amministratori Continua a leggere