Il Porcellum a giudizio

schedaSarà la Suprema Corte a giudicare la costituzionalità del Porcellum. Mai è esistito Porcellum di così sana e robusta costituzione. Paradossale ma è così. Analizziamo le varie ipotesi.

La Corte Costituzionale dichiara inammissibile il ricorso. Aldilà delle motivazioni che potrà addurre, emergerebbe che la legge elettorale sarebbe sottratta al giudizio di costituzionalità. La legge elettorale non è una legge qualsiasi: è una legge costituzionalmente necessaria, obbligatoria. Possiamo accettare che una legge così fondamentale per la formazione del Parlamento possa essere non conforme ai principi costituzionali? Tutti i robusti dubbi sulla costituzionalità della legge elettorale resterebbero vivi più che mai. Davvero qualcuno può essere così riduttivo da ritenere che la conformità alla Costituzione si limiti al rispetto dei pochi requisiti richiesti? Età per l’accesso alle cariche elettive, cittadinanza italiana, godimento dei diritti politici? Tutto qui? Certamente no. Il voto deve essere personale, eguale, libero e segreto. Sono eleggibili tutti gli elettori, recita la Costituzione; ma è davvero così? O la legge elettorale limita e condiziona il diritto alla eleggibilità? Davvero tutti i cittadini sono uguali nell’esercizio del diritto alla eleggibilità? Bene! Se la Corte Costituzionale deciderà per l’inammissibilità del ricorso sulla costituzionalità della legge elettorale sapremo che il rischio di eversione per volontà del Parlamento è assolutamente possibile e incombente.

Se la Corte Costituzionale deciderà per l’ammissibilità del ricorso avremo due possibili scenari. O il porcellum è conforme alla Costituzione o è fuori dalla Costituzione. Tertium non datur .

Se il porcellum fosse ritenuto costituzionale significherebbe che la nostra democrazia è per costituzione una oligarchia partitocratica. OK, tanti dubbi, rilievi già espressi anche dalla Suprema Corte, tante irragionevolezze… ma in definitiva tutto rientrerebbe nel potere discrezionale del legislatore. Come dire, parola di legislatore parola di re!

Se il porcellum fosse ritenuto non costituzionale significherebbe che la democrazia italiana è priva di difese poiché negli ultimi 8 anni ben 3 parlamenti sarebbero stati eletti sulla base di una legge incostituzionale che ha fatto macelleria dei principi della rappresentanza parlamentare.

La strada quasi obbligata per la Corte sarebbe un intervento manipolativo della legge elettorale o riportare in vita il Mattarellum. Il Parlamento dovrebbe essere immediatamente sciolto e si svolgeranno nuove elezioni.

Ci potranno essere molte possibili variazioni sul tema ma la sostanza dovrebbe essere il film che ho descritto: un bel pasticcio che con qualsiasi esito confermerebbe l’inadeguatezza della nostra Costituzione. Continua a leggere

La costituzione al muro

Da anni si dibatte intorno alla necessità di avviare una nuova fase costituente. Chi dovrebbe condurre questa nuova fase costituente? Con quale investitura? Per quali finalità?

Sinora il Parlamento ha messo mano alla Costituzione in modo corposo e incisivo. Perché pensare che adesso serva un organo distinto da quello previsto dalla Costituzione stessa?

Sul piano giuridico questo Parlamento ha il potere di procedere alla revisione della Costituzione ai sensi dell’art. 138. Un conto è la “revisione” che ha carattere limitato e manutentivo, altra cosa è la riscrittura di cui si sente spesso parlare. Sul piano politico e culturale questo Parlamento ha il mandato e l’investitura per procedere alla riscrittura della Costituzione?

L’attuale Parlamento “rappresenta” in modo non proporzionale solo due terzi degli elettori; i parlamentari non sono stati scelti dagli elettori ma dai partiti che a loro volta non sono organizzati con metodi democratici.

I parlamentari dal punto di vista oggettivo e sostanziale rappresentano i partiti, associazioni private a cui irresponsabilmente i Costituenti affidarono il monopolio della politica nonostante i moniti lucidi e di assoluto buon senso di uno dei grandi costituenti, Piero Calamandrei.

L’idea che questo parlamento metta mano alla Costituzione o addirittura la riscriva non mi entusiasma. Come minimo vorrei che si procedesse alla elezione di una nuova assemblea costituente su basi rigorosamente proporzionali e con processi di selezione aperti a ogni cittadino che voglia candidarsi a questo ruolo. Ancor meno entusiasta sono all’idea che questo Parlamento con apposita Legge affidi l’incarico costituente a un Organismo allo scopo costituito, magari composto anche da persone esterne al Parlamento. Ci troveremmo poi, molto probabilmente, a esprimerci sulla riforma con un referendum confermativo del tipo prendere o lasciare. Preferibile allora che sia il Parlamento a intervenire su diversi punti con specifiche riforme per ciascun ambito omogeneo e che su ciascuno il popolo sovrano possa poi esprimersi.

Nel 2006 l’elettorato ha respinto la corposa riforma costituzionale approvata dal centrodestra. Complessivamente quella riforma non convinceva ma vi erano alcuni aspetti positivi che probabilmente sarebbero passati se si fosse potuto votare per ambiti omogenei. Quella riforma andava verso una forma costituzionale più presidenziale e certamente rafforzava i poteri del primo ministro. E’ stata respinta, eppure molti affermano che gli italiani vogliono un sistema presidenziale e che gradiscono l’elezione diretta del governo. Molti hanno affermato nella scorsa legislatura che Berlusconi era l’unica carica dello Stato eletta direttamente dal popolo, affermazione totalmente falsa, e che, di contro, il governo Monti non era stato votato dal popolo, affermazione vera come per tutti i governi repubblicani. Queste premesse, questa faciloneria, banalità e superficialità, questo pressapochismo che caratterizza ampia parte del nostro Parlamento non inducono ad avere fiducia nel nuovo corso costituente di cui forse a breve i legislatori dei partiti si occuperanno.

Bersani, ci sei o ci fai?

Bersani: “Noi siamo prontissimi a fare una nostra proposta sulla rivisitazione del finanziamento pubblico, ma non siamo dell’idea che la politica vada fatta solo dai miliardari”. “Siamo dell’idea – ha aggiunto – che la politica si apra a piccoli finanziamenti privati, ma non basta: serve una norma sulla trasparenza della vita interna dei partiti“.

Prima del 1974 il PCI era fatto da miliardari? Per favore Bersani non dire cazzate e ragiona prima di aprire bocca se non vuoi consegnare il Paese a Berlusconi o a Grillo.

Quanto alla trasparenza sulla vita interna dei partitiè dai tempi della Costituente che ne parlate ma non avete fatto nulla.

I partiti sono nei fatti delle associazioni private libere di fare quel che vogliono, di decidere come vogliono e non si capisce perché dovremmo dare i nostri soldi ai partiti senza garanzie né nei processi decisionali né sull’utilizzo dei fondi. Non avete saputo gestire ciò di cui vi siete indebitamente appropriati. Affermare che i politici sono dei ladri è tecnicamente vero non perché lo sia ciascun politico ma perché l’insieme dei politici non ha impedito che il furto e la ruberia divenisse una regola e non un’eccezione, poiché le leggi ve le fate voi e noi cittadini possiamo solo urlarvi tutto il nostro disappunto. Bersani se ancora non hai capito che devi dire NO al finanziamento pubblico ai Partiti allora mi sorge il dubbio che tu sia un coglione!

Non c’è discussione possibile: devi fare l’unica cosa che si deve fare, dopo aver consentito per decenni che si facesse scempio del denaro pubblico. Non avete altra scelta. Non c’è nulla da rivisitare: non ne avete il diritto se volete rappresentare il Popolo Italiano. E il Popolo Italiano vi ha detto NO: avete usurpato la sovranità popolare commettendo un abuso di potere legislativo. Vi siete macchiati di appropriazione indebita, lasciatelo dire da un tuo elettore.