Il trionfo di Andreotti

giulio_andreottiAndreotti ha lasciato questa valle di lacrime; inevitabile parlarne. Meno necessario l’ardito parallelismo che qualcuno propone tra anti-andreottismo e anti-berlusconismo per sostenere la necessità di  pacificazione politica. Pacificazione che sarebbe impossibilitata dalla irragionevole sinistra che avrebbe sempre bisogno di demonizzare l’avversario. 

Cominciamo col dire che non c’è alcun bisogno di pacificazione.

Abbiamo in Italia il caso Berlusconi che è diventato problema dell’Italia poiché il suo partito, il PdL, coincide con lui e ne rappresenta gli interessi. In un sistema democratico, e persino in una dittatura, nessuno è indispensabile; ovunque un partito politico avrebbe difeso il proprio leader togliendolo dalla esposizione pubblica, dimostrando autonomia tra partito e posizione personale del leader. Ovunque, a condizione che esista un partito politico e non un sistema di apparato a sostegno di una persona. Ma se il leader è un perseguitato politico? Ragione in più per metterlo al riparo dai riflettori. Rispetto a Berlusconi, ai suoi guai giudiziari e alla supposta persecuzione torna utile l’improvvida affermazione di Andreotti riguardo a Ambrosoli; riguardo a Berlusconi si può ben dire “se l’è cercata”, con i suoi comportamenti borderline, il suo disprezzo per la magistratura, la perenne sfida a ogni regola del vivere civile… Continua a leggere

Annunci

1 + 1 talvolta fa ZERO

Strana alleanza quella tra PDL e Lega Nord. Non si sa ancora chi sia il loro candidato premier, anzi per dire le cose come stanno al momento sembra che non abbiano un comune candidato premier.

Ma la cosa più singolare è la reiterata affermazione di Berlusconi che non ha potuto realizzare una serie di riforme (che puntualmente ripropone)  perché si è sempre dovuto confrontare con gli altri partiti della coalizione, scendendo a continui patti e compromessi. Berlusconi invita, pertanto, a votare il PDL e non gli altri alleati della coalizione in modo da dargli la necessaria forza per governare e riformare l’Italia. Continua a leggere