Le Trivelle come con il Nucleare?

Regna ancora sovrana la confusione a pochi giorni dalle votazioni per il referendum sulla durata delle concessioni per le trivelle entro le 12 miglia.

Complice anche il Governo che non ha contribuito a fare chiarezza sul quesito referendario promosso da 9 consigli regionali e ha compresso i tempi per la comunicazione referendaria.

I comizi referendari sono indetti dal 16 febbraio 2016, ma il Ministero dell’Interno ha diramato le disposizioni necessarie solo il 26 febbraio 2016; le delibere comunali per le assegnazione degli spazi sono state approvate a marzo inoltrato (Modena il 15/3, Molfetta il 17/3); la delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con le “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per il referendum popolare… indetto per il giorno 17 aprile 2016” è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 9 marzo e la RAI ha programmato quattro tribune elettorali a fine marzo su Raidue, alle 9:30 del mattino, altre quattro (la prima il 5 aprile, l’ ultima il 14) su Raitre, alle 15:10 e una sola tribuna su Raiuno, giovedì 14 aprile alle 14:05… in sostanza circa tre settimane di (minima) comunicazione effettiva.

Il risultato si vede. Continua a leggere

Annunci

Il pluralismo televisivo

TV_colorNel 1990 il Parlamento con la legge Mammì avrebbe dovuto risolvere il problema esploso con la nascita delle televisioni private, adempiere le sentenze della Corte Costituzionale che ne sancivano la legittimità, riconsiderare il controllo parlamentare sul servizio pubblico, procedere al riordino delle frequenze. Non raggiunse nessuno di questi obiettivi poiché quella legge (la 223 del 6 agosto 1990) si limitò a fotografare l’esistente: il passaggio dal monopolio Rai al duopolio Rai-Mediaset.

Nel 1994 interviene la Corte Costituzionale che con sentenza n. 420 censura la legge Mammì affermando che riconoscere a un solo soggetto la possibilità di gestire 3 reti private sulle 9 allora previste lede i principi costituzionali sull’informazione e il pluralismo. Continua a leggere