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L’Europa dei diritti

Si parla di Europa e viene il mal di pancia.

Il pensiero va alla BCE e per estensione alla Troika, le malvagie zie che affamano i popoli: Commissione UE, BCE e FMI.

La Troika, un organismo informale che nella fase più acuta della crisi economica è intervenuto con piani di salvataggio dei Paesi dell’area euro a rischio di default. Il debito pubblico era tale da creare il rischio concreto di insolvenza. In cambio dei prestiti la Troika ha imposto politiche di austerità che in tanti casi si sono trasformate in privazione dei diritti umani garantiti ai cittadini europei da Trattati, Carte e Convenzioni.

Dal gennaio 2014 è aperta presso il Parlamento europeo un’indagine per verificare democraticità e trasparenza degli interventi imposti da UE e FMI.
Secondo tanti osservatori le istituzioni UE e il FMI non avevano il diritto di compiere tali azioni e compiendole avrebbero violato il Trattato dell’Unione, ma soprattutto avrebbero violato i diritti umani  di milioni di cittadini europei.

Sanità, istruzione, pensioni, stipendi, servizi pubblici, diritti del lavoro hanno subito pesanti tagli per imposizione della Troika.
I Paesi più colpiti sono stati Spagna, Portogallo, Italia, Grecia, Irlanda, Cipro.

Da non dimenticare, inoltre, che le stesse Istituzioni europee, in testa la BCE e le Banche Nazionali, hanno responsabilità nell’aver favorito una situazione di insostenibilità finanziaria e la crisi di insolvenza del debito sovrano per eccesso di ricorso all’indebitamento. Diciamo, con spirito magnanimo, che chi doveva vigilare non ha vigilato.

Ma come, dirà qualcuno, in Europa esistono anche diritti oltre alla BCE e alla tirannide della Troika e del suo Dio Europeo Monetario?

Eccome che esistono i diritti ed è opportuno che ciascuno di noi impieghi qualche ora del proprio tempo per comprendere cos’è realmente l’Europa, quella dei popoli, dei diritti, della solidarietà nata dopo le tragedie disumane di due guerre mondiali.

Il Consiglio d’Europa, organismo internazionale che riunisce 47 Stati europei, da non confondere con l’Unione Europea, ha adottato già nel 1961 un trattato che si chiama Carta Sociale Europea (aggiornata poi nel 1996).

La Carta supporta la Convenzione europea dei diritti dell’uomo che riconosce i diritti civili e politici. La Carta garantisce all’interno degli Stati membri la tutela dei diritti politici, civili, economici, sociali e culturali. Gli Stati aderenti alla Carta devono presentare relazioni annuali su ogni parte delle disposizioni della Carta. Il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS) è l’organo responsabile del controllo di conformità degli Stati aderenti alla Carta.
Il CEDS è composto da 15 membri indipendenti e imparziali, eletti dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa per un periodo di sei anni, rinnovabile una volta.

Di quali diritti si tratta?

Le Parti riconoscono come obiettivo di una politica che perseguiranno con tutti i mezzi utili, a livello nazionale ed internazionale, la realizzazione di condizioni atte a garantire l’esercizio effettivo dei seguenti diritti e principi:

  1. Ogni persona deve avere la possibilità di guadagnarsi la vita con un lavoro liberamente intrapreso.
  2. Tutti i lavoratori hanno diritto ad eque condizioni di lavoro.
  3. Tutti i lavoratori hanno diritto alla sicurezza ed all’igiene sul lavoro.
  4. Tutti i lavoratori hanno diritto ad un’equa retribuzione che assicuri a loro ed alle loro famiglie un livello di vita soddisfacente.
  5. Tutti i lavoratori e datori di lavoro hanno diritto di associarsi liberamente in seno ad organizzazioni nazionali o internazionali per la tutela dei loro interessi economici e sociali.
  6. Tutti i lavoratori e datori di lavoro hanno diritto di negoziare collettivamente.
  7. I bambini e gli adolescenti hanno diritto ad una speciale tutela contro i pericoli fisici e morali cui sono esposti.
  8. Le lavoratrici, in caso di maternità, hanno diritto ad una speciale protezione.
  9. Ogni persona ha diritto ad adeguati mezzi di orientamento professionale, per aiutarla a scegliere una professione in conformità con le sue attitudini personali ed i suoi interessi.
  10. Ogni persona ha diritto ad adeguati mezzi di formazione professionale.
  11. Ogni persona ha diritto di usufruire di tutte le misure che le consentano di godere del miglior stato di salute ottenibile.
  12. Tutti i lavoratori ed i loro aventi diritto hanno diritto alla sicurezza sociale.
  13. Ogni persona sprovvista di risorse sufficienti ha diritto all’assistenza sociale e medica.
  14. Ogni persona ha diritto di beneficiare di servizi sociali qualificati.
  15. Ogni persona portatrice di handicap ha diritto all’autonomia, all’integrazione sociale ed alla partecipazione alla vita della comunità.
  16. La famiglia, in quanto cellula fondamentale della società, ha diritto ad un’adeguata tutela sociale, giuridica ed economica per garantire il suo pieno sviluppo.
  17. I bambini e gli adolescenti hanno diritto ad un’adeguata protezione sociale, giuridica ed economica.
  18. I cittadini di una delle Parti hanno diritto di esercitare sul territorio di un’altra Parte ogni attività a fini di lucro a parità di condizioni con i cittadini di quest’ultima parte, con riserva di ogni limitazione fondata su seri motivi di natura economica o sociale.
  19. I lavoratori migranti cittadini di una delle Parti e le loro famiglie hanno diritto alla protezione ed all’assistenza sul territorio di ogni altra Parte.
  20. Tutti i lavoratori hanno diritto alla parità di opportunità e di trattamento in materia di lavoro e di professione senza discriminazioni fondate sul sesso.
  21. I lavoratori hanno diritto all’informazione ed alla consultazione in seno alla impresa.
  22. I lavoratori hanno diritto di partecipare alla determinazione ed al miglioramento delle condizioni di lavoro e dell’ambiente di lavoro nell’impresa.
  23. Ogni persona anziana ha diritto ad una protezione sociale.
  24. Tutti i lavoratori hanno diritto ad una tutela in caso di licenziamento.
  25. Tutti i lavoratori hanno diritto alla tutela dei loro crediti in caso d’insolvenza del datore di lavoro.
  26. Tutti i lavoratori hanno diritto alla dignità sul lavoro.
  27. Tutte le persone che hanno responsabilità di famiglia e che esercitano o desiderano esercitare un’attività lavorativa hanno diritto di farlo senza essere soggette a discriminazioni e per quanto possibile senza che vi siano conflitti tra il loro lavoro e gli impegni familiari.
  28. I rappresentanti dei lavoratori nell’impresa hanno diritto ad una tutela contro gli atti suscettibili di recar loro pregiudizio e devono poter avvalersi di adeguate strutture per esercitare le loro funzioni.
  29. Tutti i lavoratori hanno diritto di essere informati e consultati nelle procedure di licenziamenti collettivi.
  30. Ogni persona ha diritto alla protezione dalla povertà e dall’emarginazione sociale.
  31. Tutte le persone hanno diritto all’abitazione.”

La Carta specifica per ogni punto le azioni minime necessarie da garantire per il corretto godimento dei diritti elencati.

Le misure di austerità imposte a Governi di Stati membri hanno arrecato serio pregiudizio a tanti diritti sopra elencati. Ma da violazione dei diritti umani possiamo avanzare l’ipotesi di una vera e propria accusa di crimini contro l’umanità. L’articolo 7 comma K dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale spiega che per crimine contro l’umanità s’intende anche “Altri atti inumani di analogo carattere diretti a provocare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi danni all’integrità fisica o alla salute fisica o mentale.”

Gli Organismi accusati di violazione dei diritti umani o addirittura di crimini contro l’umanità obietterebbero che lo stato acuto della crisi finanziaria, la necessità di intervenire immediatamente per migliorare i conti pubblici hanno determinato uno stato di emergenza che ha imposto la necessità di infliggere misure di austerità alle popolazioni. La violazione dei diritti sarebbe quindi giustificata da uno stato di necessità.

Una tesi simile farebbe venir meno la ragione stessa di esistere dell’Europa come comunità fondata sul primato della legge. Nessun Governo o Istituzione politica nazionale  potrebbe assumere azioni vincolanti verso i propri cittadini perché la base legale delle loro decisioni potrebbe venir meno per valutazione politica di un Organismo esterno che stabilisce lo stato di emergenza.  Che senso ha essere cittadino di uno Stato ed essere allo stesso tempo cittadino europeo ma non avere certezza del diritto a cui si è sottoposti? Sarebbe la legalizzazione dell’arbitrio, alla faccia della monumentale mole di trattati e convenzioni che sanciscono i diritti del cittadino.

Ma di chi sono le responsabilità delle misure adottate che hanno inflitto sofferenze a milioni di cittadini?

Le politiche di austerità sono con pignoleria descritte generalmente in un Memorandum di Intesa: un elenco di tagli alla spesa pubblica che un Paese deve attuare per avere accesso alle concessioni della Troika.

Poiché la Troika non ha personalità giuridica, i responsabili di tali diktat  sono la BCE, la Commissione Europea, il FMI, i Governi dei singoli Stati.

La situazione si aggrava se poi consideriamo che le misure imposte non hanno sortito alcun beneficio, anzi hanno provocato l’aumento della disoccupazione e della povertà assoluta, hanno compromesso la produttività e hanno arrecato danno alla salute fisica e psichica di milioni di persone.

Nessuno pagherà sul piano penale per la dissennata politica e la violazione dei trattati e con essi dei diritti che i trattati pretendono di garantire, ma se il Parlamento europeo dovesse giungere alla conclusione politica che violazione c’è stata nella democraticità e trasparenza delle politiche adottate, se la Corte di Giustizia della Unione Europea o la Corte penale internazionale dovessero semplicemente occuparsi delle ventilate ipotesi di reato… sarebbe un avvenimento di tale portata da imporre ai popoli europei una riflessione sul senso di essere Europa.

Oggi l’Europa è poco più di una espressione geografica.
Se vogliamo dare sostanza ai Trattati che dovrebbero garantire “la difesa e lo sviluppo dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” o si avvia con decisione un processo per la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa oppure meglio procedere subito allo smantellamento di questa strana creatura complessa e contorta che è l’Europa attuale e tornare alla piena e assoluta sovranità di ogni singolo Stato nazionale.

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