Home » Prima Pagina » L’uomo giusto

L’uomo giusto

Sono indispensabili regole deontologiche e normative rigorose che sanzionino comportamenti opachi e rapporti collusivi, senza attendere le indagini giudiziarie; si tratta di un’esigenza ancora più impellente in un momento in cui l’autorevolezza della classe dirigente è determinante per imporre ai cittadini scelte di rigore sul piano economico e per mandare segnali di credibilità ai mercati internazionali.” (Raffaele Cantone)

cantoneIn Italia spesso si esulta perché l’uomo giusto è collocato al posto giusto.

Sufficiente avere la persona giusta al posto giusto per risolvere un problema?

La Storia ci dice che non è così.

Occorre che la persona giusta sia messa al posto giusto nel momento giusto, vale a dire in un clima politico e culturale caratterizzato dalla volontà e determinazione di risolvere un problema.

Uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto… ci siamo?

Non ancora.

Serve che il tutto sia corredato da strumenti giusti, ovvero adeguati.

Dai tempi di Cesare Mori, il prefetto di ferro, passando per Carlo Alberto della Chiesa e Giovanni Falcone, il problema in Italia non è mai solo una questione di persone.

Occorre analizzare la volontà politica realmente dominante, aldilà delle apparenze suggerite da scelte che appaiono inequivocabili.

Tutti saranno destinati al fallimento se politica, cultura e strumenti a disposizione non saranno coerenti con il fine dichiarato.

Che si tratti di lotta alla corruzione, alla criminalità o agli sprechi… sempre prevale in Italia lo stesso atteggiamento: l’illusione dell’uomo giusto.

Così da decenni si denunciano sprechi di denaro pubblico, ma non succede nulla o quasi, anche quando i governi hanno posto la questione al centro dei loro discorsi, sia se pensiamo a Berlusconi sia se pensiamo a Prodi o ai recenti Monti e Letta; mentre riguardo a Renzi per il momento siamo ancora nella fase dell’annunciazione.

Letta aveva riposto tanto nel ministro Fabrizio Saccomanni e questi in Carlo Cottarelli per la spending review e sinora si è parlato solo di quisquilie tralasciando di affrontare i veri bisonti: Prefetture, CCIAA, INPS, Regioni, società pubbliche e partecipate, Autorità indipendenti, Quirinale, Presidenza del Consiglio, Parlamento, Corte Costituzionale, Corte dei Conti, associazioni sindacali, personale militare… e intanto prosperano le società inutili che assorbono milioni di euro INVIMIT, SOGESID, Studiare & Sviluppo, SICOT… Che ne è di Stretto di Messina SpA da un anno in liquidazione? Chi pagherà i 45 milioni stimati di indennizzo al general contractor? Quante società “Stretto di Messina” ci sono in Italia, mister Cottarelli?

Renzi vuole combattere la corruzione nella pubblica amministrazione e propone Raffaele Cantone alla presidenza della  Autorità Nazionale AntiCorruzione, come adesso si chiama, dopo l’entrata in vigore della legge 190/2012 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione“, la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, istituita nel 2009 dal ministro Brunetta.

anacLa volta buona.

Si afferma da almeno mezzo secolo (vi invito ad andare in una biblioteca e sfogliare i quotidiani di quegli anni) che la lotta alla corruzione è una priorità per l’Italia e adesso alla guida della Autorità Nazionale Anticorruzione c’è un  valente magistrato, Raffaele Cantone, che si è distinto nella lotta alla criminalità organizzata in terra di camorra.

Ma di quali strumenti dispone?

L’insieme delle norme che portano il nome del ministro Severino sinora sono servite a fatica solo a estromettere Berlusconi dal Senato e tutto il chiacchiericcio che si fa intorno alla agibilità politica di Berlusconi la dice lunga sulla qualità delle norme e del Parlamento, che infatti non ha modificato i propri regolamenti nonostante una nuova legge avesse dato attuazione al dettato dell’art. 65 della Costituzione:La legge determina i casi di ineleggibilità e incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore”.

In tanti ci attendevamo che il Senato prendesse atto della causa sopraggiunta, senza mettere in scena l’incomprensibile spettacolo che ha offerto al mondo intero; evidentemente la cultura del diritto e delle istituzioni è merce rara anche in Parlamento.

Si pretende credibilità nella lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione ma non si affronta la causa prima della corruzione, nonché la fonte primaria che favorisce l’infiltrazione malavitosa nella res publica: i partiti politici e le loro ormai consolidate pratiche clientelari.

I partiti politici hanno il monopolio della politica nelle Istituzioni; dai partiti dipende la nomina delle persone che controllano ogni affare pubblico, le ASL, le fondazioni bancarie, la gestione delle società pubbliche e delle partecipate, parte rilevante del sistema informativo…

Cosa sono i partiti politici?

Sono associazioni private che talvolta sono mosse da ottimi intenti e talaltra utilizzano mezzi legali per perseguire finalità illecite, tanto le norme che rendono lecito l’illecito se le scrivono e se le approvano; potrebbero essere anche associazioni criminali che usano la politica e le Istituzioni per occupare ogni anfratto del settore pubblico e muovere a proprio piacimento ingenti somme di denaro.

Potrà mai esserci lotta vera alla corruzione nella pubblica amministrazione se non si parte con l’affermazione di una disciplina legale dei partiti politici che attuando l’art. 49 della Costituzione assicuri trasparenza nei processi decisionali interni ai partiti, compresa la nomina dei candidati e l’assunzione di cariche pubbliche?

Chiunque decida di partecipare al gioco democratico delle elezione deve essere sottoposto alle regole della democrazia perché non esiste democrazia se non sono democratici i partiti.
Ma noi diamo più importanza a una bocciofila che a un partito.

Dai partiti il discorso si allarga alle fondazioni e associazioni politiche.

Occorre varare un pacchetto di norme per la governance nelle società pubbliche (o fintamente private) che si occupano di rifiuti, energia, strade, edilizia pubblica, trasporti… governance nuova per affermare la trasparenza nelle nomine, nella gestione e soprattutto il controllo popolare.

Voto di scambio e traffico di influenze è un altro capitolo amaro e non mi sembra prevalga la voglia di fare sul serio; come d’altra parte va riscritta tutta la normativa anticorruzione. E poi riciclaggio e autoriciclaggio

Ma se non estirpiamo il clientelismo, lo strumento numero uno utilizzato dai partiti per organizzare il controllo di stampo camorristico sul territorio, rendendo così permeabile la pubblica amministrazione alle infiltrazioni malavitose, tutto sarà vano e inutile sarà stato gioire per la nomina di Cantone, la cui sconfitta potrebbe essere già scritta nella sua elezione all’unanimità.

Sarà bene che il presidente della Autorità Nazionale AntiCorruzione, da presidente di una autorità indipendente, si renda conto della debolezza intrinseca di questa unanimità e decida di parlare agli italiani, unici suoi veri interlocutori perché vittime della corruzione.

Non è credibile un voto all’unanimità dopo il teatrino sulla decadenza di Berlusconi, lo sdoppiamento del delitto di concussione, il balletto su voto di scambio…

Non è credibile chi ancora oggi candida alle elezioni persone condannate in primo grado per reati contro la pubblica amministrazione. Saranno pure innocenti e meritano la totale fiducia di chi in loro crede, ma Raffaele Fitto (4 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici per i reati di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d’ufficio) e Giuseppe Scopelliti (6 anni di reclusione per abuso d’ufficio e falso) sono statisti di tale levatura che gli interessi dell’Italia risulterebbero compromessi senza la loro presenza al Parlamento Europeo?

Ancora una volta sta per ripetersi quel che avvenne con Salvatore Cuffaro, condannato in primo grado a 5 anni con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e portato in Senato dal  buon Casini; la condanna sarà appesantita in appello e confermata in Cassazione.

Ritorniamo al problema dei problemi: lo status dei partiti, la democrazia e la trasparenza nei processi decisionali interni ai partiti, compresa la scelta dei candidati.

Chissà se anche Cantone reputa impellente l’attuazione dell’art. 49 della Costituzione e l’approvazione di una disciplina legale per i partiti.

Sarà un caso che a eccellere nella inadempienza delle norme anticorruzione previste dalla 190/2012 siano proprio ministeri, aziende pubbliche e comuni?

Non sarebbe male, in tema di trasparenza e accesso alle informazioni alla fonte, che il sito della Autorità Nazionale AntiCorruzione fosse chiaro, trasparente, organizzato per essere fruibile dal pubblico…

A proposito, non c’è notizia nel sito istituzionale della ANAC della nuova presidenza assunta da Cantone.

Ma Cantone è o non è il presidente della Autorità AntiCorruzione?

Tutti i partiti, maggioranza e opposizione, hanno espresso voto unanime per il giudice Cantone all’Anticorruzione #lavoltabuona. Bene così” così Matteo Renzi il 26 marzo salutava la nomina di Cantone; non è un bel segno che a oggi sul sito non vi sia nemmeno traccia di ciò!

Caro Renzi, l’Italia potrà anche guadagnare 20 punti nelle graduatorie internazionali grazie a questa nomina… ma non sarà sconfitta la corruzione se non usciamo dalle logiche dei “nominati” e delle clientele e non entriamo nel mondo della trasparenza cominciando proprio dai partiti politici.

Sarà la volta buona?

Annunci

One thought on “L’uomo giusto

  1. Pingback: Da Tangentopoli a Expo 2015 | macosamidicimai

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...