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Dall’Uganda a Giovanardi

Per i gay il medioevo non è mai finito.

Salgono a 38 le nazioni africane che considerano reato i rapporti tra persone dello stesso sesso.
L’ultimo Paese africano che inasprisce la normativa contro i gay è l’Uganda.

In Uganda la pena può giungere all’ergastolo ma solo per i recidivi (se lo fai una volta, sono magnanimi), per chi ha rapporti con i minori (interessante politica di attenzione verso i minori, chissà se analoghe leggi severe ci sono per chi commercia e prostituisce giovani esseri umani) e per i sieropositivi.

La pena base è 14 anni di carcere.

Inizialmente il presidente Museveni aveva rifiutato di firmare la legge approvata dal parlamento; l’aveva definita una legge fascista, poi si è convinto perché dopo aver ascoltato degli “esperti” ha concluso che l’omosessualità si apprende, non è un fatto naturale e biologico

Boh!
Affrontare le tematiche della sessualità umana con il metro della biologia e della natura significa appiattire l’essere umano sul dato animale, perché è indubbio che anche l’uomo appartiene al mondo animale… ma sembra siano in netto aumento le bestie!

La sessualità nell’uomo non ha una funzione puramente biologica, anzi questa è secondaria rispetto alle valenze culturali e relazionali.

Di tutti i comportamenti umani, quello sessuale è il meno “naturale” nel senso che nel corso dei millenni la sessualità è stata caricata di molti significati culturali, politici, religiosi…

Se la sessualità fosse naturale, non esisterebbe il senso del pudore (sconosciuto in ogni altro animale). Che senso ha parlare di naturalità nella sessualità quando per millenni una cultura sessuofobica ha reso la sessualità innaturale e fonte di disagi e frustrazioni?

La sessualità, in tutte le sue forme espressive, è il risultato di una complessa miscela ormonale, biologica, fisiologica, psichica e culturale. L’aspetto culturale è molto rilevante. Include non solo il contesto familiare, l’educazione e tutti i condizionamenti che da essa derivano, ma anche quello scolastico e sociale in genere. Basti riflettere su come il dato sessuale anatomico influenza e indirizza immediatamente le scelte educative.

Se invece vogliamo attenerci al dato naturale, spiegate al presidente Museveni che persino tra i gorilla di montagna sono stati osservati comportamenti omosessuali… forse è un comportamento appreso e non biologico, ma che vogliamo fare, vietiamo l’apprendimento anche agli animali? E se un animale apprende nella scuola della natura, non significa che in natura esiste la omosessualità?

Vi rendete conto di quali livelli di stupidità e ignoranza l’uomo è capace?

La nuova legge ugandese, che inizialmente doveva prevedere anche la pena capitale, è stata promossa dal parlamentare David Bahati e sostenuta da Rebecca Kadaga, presidente del parlamento ugandese, ricevuta nel dicembre 2012 da Benedetto XVI, insieme a una folta delegazione ugandese giunta a Roma per partecipare alla Settima Assemblea dei Parlamentari della Corte Internazionale dei Crimini e alla Conferenza Mondiale dei Parlamentari per i Diritti Umani.

Rebecca è stata profondamente toccata dall’incontro con il Pontefice e deve aver ricevuto ispirazione dal messaggio del Pontefice per la celebrazione della XLVI Giornata Mondiale della Pace

In esso si legge: “Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

A quali princìpi si riferisce Benedetto XVI?

Fate voi, ma al periodo precedente si esprimeva sulla “struttura naturale del matrimonio”.

Francamente non comprendo le polemiche che seguirono quelle parole riguardo alla negazione di quei princìpi che costituirebbero “un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace
Vedi per esempio la reazione di Famiglia Cristiana

Dietro questo nuovo inasprimento della legge contro i gay ci sarebbero tre
predicatori americani: Scott Lively, Caleb Lee Brundidge e Don Schmierer. Lively è uno storico revisionista già autore di libri omofobi; Brundidge si definisce “ex gay convertito” e numerose sono le sue iniziative di “guarigione” per riportare gli omosessuali sulla retta via dell’eterosessualità; Schmierer infine è un rappresentante di Exodus International, gruppo la cui missione sarebbe quella di “mobilitare il corpo di Cristo per portare grazia e verità in un mondo colpito dall’omosessualità”.

Così dall’Africa andiamo in USA e scopriamo che in Arizona il Governatore blocca la norma che avrebbe consentito a commercianti e imprenditori di non fornire servizi a coppie gay in nome dei  “diritti religiosi”, evitando così l’accusa di discriminazione.

Strano modo di intendere questa libertà di religione: se neghi i servizi a una coppia gay ma non ai fornicatori o a chi abortisce, o a chi commette omicidi… discrimini eccome.

Fin dove può spingersi la disonestà intellettuale delle persone?
Quali bestialità può ispirare il fanatismo religioso?

Le leggi dello Stato devono essere coerenti con la parola di Dio, sostiene Rick Santorum, attivista del movimento per la nuova evangelizzazione della società.

Con la pretesa di essere gli unici interpreti della parola di Dio, in ogni angolo del pianeta ci sono predicatori e clerici che pretendono che la società sia plasmata in coerenza con tali parole: Dio presidente del mondo. Se avesse voluto tale ruolo per sé, Dio l’avrebbe fatto, non credete?

Poi, di quale parola di Dio stiamo parlando?

O Dio si è espresso in modo molto vago e confuso o sono i suoi tanti ascoltatori che hanno difficoltà di udito e di comprensione. Già, tutti coloro che ci assicurano di riportarci la parola di Dio affermano cose diverse; chi avrà ragione? Quale chiesa sarà la più autentica interprete della parola divina?

E nel caso dovessimo individuare l’interprete autentico, allora? Tutti dovremmo vivere secondo la “volontà divina”? Diciamo le preghierine per legge come si fa in South Carolina e in Alabama?

Il pluralismo culturale, la libertà di scelta, il libero arbitrio, la laicità delle istituzioni… tutta spazzatura? Torniamo alla società teocratica?

Figurarsi, in realtà la spazzatura è rappresentata da questa schiera di predicatori e integralisti fanatici che offendono ogni giorno con le loro deliranti e psicopatiche affermazioni quel Dio che pretendono di rappresentare.

Perché si possa parlare di obbedienza bisogna contemplare la libertà.
Le due cose viaggiano affiancate.

In un sistema totalitario o semplicemente illiberale l’obbedienza diviene acquiescenza; la valenza etica dell’obbedienza diviene nulla quando è ottenuta con la forza, la costrizione o la minaccia.

La civiltà umana nasce dalla disobbedienza: ricordate Adamo ed Eva? Prometeo?
L’etica si manifesta nella scelta, nella libertà e non nella costrizione.
Ciò vale per un laico ma anche per un credente.
Il progetto divino per l’uomo è la libertà.

Dio volle che l’uomo fosse dotato della capacità di discernere il bene dal male.
Dio ci ha indicato la strada per riconciliarci con il Creatore e l’uomo è libero di sceglierla.
Questo è l’insegnamento di un fine teologo come Ratzinger, per citare solo il nome di un contemporaneo.

“Al di sopra del papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica. L’enfasi sull’individuo, a cui la coscienza si fa innanzi come supremo e ultimo tribunale, e che in ultima istanza è al di là di ogni pretesa da parte di gruppi sociali, compresa la Chiesa ufficiale, stabilisce inoltre un principio che si oppone al crescente totalitarismo”. Joseph Ratzinger 1969, Commentary on the documents of Vatican II, vol. V, pag. 134

La pretesa di affermare l’etica con la legge, con i Carabinieri è profondamente immorale, prima ancora di essere antidemocratica.

Dopo le cose serie, passiamo alle buffonate di casa nostra.

Sembra che Carlo Giovanardi, senatore della Repubblica per volontà di Berlusconi, oggi traghettato nelle file del Nuovo Centro Destra di Alfano, creatura di Berlusconi, abbia affermato “Se dovesse avere le deleghe ai Diritti, alle Pari opportunità e alle Tossicodipendenze il governo finirebbe ancora prima di iniziare” il riferimento preventivo era rivolto a Ivan Scalfarotto, di cui si vociferava per una possibile nomina governativa. Insomma un gay va bene all’agricoltura ma non deve occuparsi di materie eticamente sensibili.

Il guaio è che di queste materie occorre avere la sensibilità di parlarne per anni, sperperare il denaro pubblico, seminare sofferenza e rabbia… ma rigorosamente non fare nulla; attività nella quale eccelle l’inutile Giovanardi, in buona compagnia con Roccella, Quagliariello, Sacconi, Gasparri…
Così per anni certamente inutile è stata per la famiglia e gli italiani l’attività dell’inutile Giovanardi e della sua allegra brigata di perditempo.

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