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Dannatamente elettorali

cettoPer giorni mi sono risuonate in testa queste parole del presidente Giorgio Napolitano: “polemiche dannatamente elettorali”. Le ho trovate istintivamente sgradevoli e ho cercato di allontanarle come si fa con una mosca fastidiosa. Niente da fare: quelle parole riaffioravano prepotentemente. Mi sono fermato a riflettere: perché provo fastidio per questa espressione “polemiche dannatamente elettorali” ?

Le elezioni sono un bel momento per la democrazia: momento di verifica, bilancio, conferme, progettazione del futuro. La polemica elettorale dovrebbe essere funzionale al confronto, al mettere in evidenza la bontà della propria proposta e la debolezza della proposta dell’avversario. Un aiuto a comprendere, uno stimolo all’analisi e all’approfondimento.

In un certo senso, si tratta di un incontro sportivo in cui tutti i concorrenti giocano con le stesse regole e armi… certo se l’incontro è truccato, se la partita è stata venduta è un’altra storia!

In effetti percepiamo da tempo la portata truffaldina delle elezioni… che non servono a nulla, che tanto non aiutano a risolvere i problemi; andare a votare, per cosa? pensano in tanti.

Polemica” è un termine che ha assunto una valenza negativa. Eppure la “polemica” è una controversia su un argomento, un evento bellico condotto con il confronto verbale; starà all’intelligenza e alla preparazione dei contendenti riempire la polemica con fatti, dati, ricerche, analisi… condite con le parole o… esprimersi con fiumi di parole condite con il nulla. Che sarebbe della tradizione cristiana se la spogliassimo della polemica e dell’apologetica?

Dannatamente” è avverbio equivoco; assume significati diversi: dannatamente bello, dannatamente stronzo… Sinonimi di dannatamente sono terribilmente, tremendamente. Come si fa a essere terribilmente bello? A sua volta sta per irresistibilmente bello, una bellezza che induce a tentazioni, a trasgressione, a peccato… dannatamente bello! Direi che nel contesto del discorso “dannatamente” era in senso negativo… e non esprimeva entusiasmo per  le irresistibili polemiche elettorali.

Dannatamente elettorali”. Mi ricorda altra consueta espressione: “le urne sono chiuse, non è più tempo di comizi”.

Comizio, altro termine che ha assunto una connotazione negativa.  Segno di una dannata degenerazione politica. Sentire un politico invitare un altro politico a “non fare comizi” è la dimostrazione dell’imperante scadente politica. Politica parolaia che si nutre di discorsi smaccatamente propagandistici, noiosi, sproloquio… tipica di colui che con la politica ha risolto il personale problema occupazionale.

Comizio: dal latino comitium, cum itium, andare insieme. Adunata di popolo per discutere e decidere su problemi di interesse comune.

Comizi elettorali: apertura delle operazioni che culmineranno con la elezione dei rappresentanti alle assemblee amministrative e politiche.

Comizio: assemblea di cittadini per ascoltare le proposte di uno o più oratori su un tema specifico o su un progetto politico.

Certo se il comizio è un vociare insignificante dove un parolaio recita maldestramente una parte… tanto qualcuno andrà a occupare le sedie messe a disposizione a prescindere dalla capacità di ottenere il consenso… Pensate come sarebbe diverso se i seggi  fossero assegnati nell’esatta proporzione corrispondente ai voti validi espressi  e tutti i seggi non assegnati a causa di astensione, schede  bianche e schede nulle fossero assegnati per sorteggio tra tutti i cittadini eleggibili, esclusi ovviamente coloro che erano già candidati. La capacità dei politici si misurerebbe effettivamente sulla capacità di creare consenso. Con il nostro sistema, invece, anche se votassero solo i candidati sarebbero assegnati tutti i comodi seggi… troppo facile! Perché facile è creare sdegno e rigetto; più impegnativo generare consenso e partecipazione.

Allora, perché polemiche dannatamente elettorali? Perché non è più tempo di comizi?

Perché la politica da arte del fare, che si avvale della parola per spiegare e convincere, è stata ridotta a retorica vuota e insopportabile, ampollosa verbosità che nasconde inconcludenza, incapacità, cialtronaggine

Il fare e il decidere è in politica anche il frutto legittimo della polemica politica, della propaganda e del comizio. Quando mancano idee e progetti presentabili e legittimi allora trionfa la polemica improduttiva, fine a se stessa. Allora non c’è differenza tra Razzi e Formigoni o D’Alema, tra Bossi, Cuffaro e Casini, tra Minetti e scegliete voi… le differenze sono un pelo e potete stare certi che con Cetto Laqualunque ci sarà… pelo per tutti!

Se le polemiche sono dannatamente elettorali significa che non servono a convincere sulla bontà delle proprie idee ma a turlupinare il prossimo, ovvero l’elettore, trattandolo come un incapace da circonvenire.

Allora la politica è fatta di parole tradite. Attenzione, perché se è vero che le parole sono pietre è allora vero che le pietre sono parole.

Mi sovviene Gaber : Le Elezioni, da Libertà obbligatoria, 1976/77

Generalmente mi ricordo

una domenica di sole

una mattina molto bella

un’aria già primaverile

in cui ti senti più pulito

 Anche la strada è più pulita

senza schiamazzi e senza suoni

chissà perché non piove mai

quando ci sono le elezioni

 Una curiosa sensazione

che rassomiglia un po’ a un esame

di cui non senti la paura

ma una dolcissima emozione

 E poi la gente per la strada

li vedo tutti più educati

sembrano anche un po’ più buoni

ed è più bella anche la scuola

quando ci sono le elezioni

Persino nei carabinieri

c’è un’aria più rassicurante

ma mi ci vuole un certo sforzo

per presentarmi con coraggio

C’è un gran silenzio nel mio seggio

un senso d’ordine e di pulizia

democrazia

Mi danno in mano un paio di schede

e una bellissima matita

lunga sottile marroncina

perfettamente temperata

E vado verso la cabina

volutamente disinvolto

per non tradire le emozioni

E faccio un segno

sul mio segno

come son giuste le elezioni

E’ proprio vero che fa bene

un po’ di partecipazione

con cura piego le due schede

e guardo ancora la matita

così perfetta e temperata

io quasi quasi me la porto via

Democrazia”

 http://www.giorgiogaber.it/discografia-album/le-elezioni-testo

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=R8kUUFxDiJo

 

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