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E infine giunse Provvidenza…

rospo4Come in un western all’italiana quando ormai il nostro eroe sta per soccombere… arriva Provvidenza… Ma nella terra del Manzoni  provvidenza significa molto: un mondo di attese, una filosofia di vita…

Riepiloghiamo.

Il PD conduce una pessima campagna elettorale: prende sberle da tutti e in particolare da Monti ma, nonostante ciò, il PD decide di tenere aperta la porta a una eventuale privilegiata collaborazione con la formazione politica guidata dal tecnico dei  tecnici.

Come spesso succede ai tecnici, che talvolta si rivelano dei cretini istruiti quando escono dalla propria specializzazione, Monti si monta la testa e pretende di essere credibile con la sua formazione riformatrice con Casini e Fini.

In larghi settori dell’elettorato PD c’è molta perplessità per questa ipotesi di alleanza con Scelta Civica anche perché Monti dichiara di non essere interessato al governo col PD alleato con SEL e senza il PDL. Molti elettori del PD decidono per l’astensione o per il voto di protesta affidato al M5S.

Il PD è il miglior perdente della tornata elettorale di fine inverno 2013 e decide di aprire al M5S, ma riceve secchi e coloriti rifiuti. Intanto arriva il momento della elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Anche qui il PD dimostra pressapochismo e improvvisazione. Prima lancia la candidatura di Marini, forte di un accordo con il PDL, ma incurante del consenso interno e del suo alleato SEL. Bastava masticare  un po’ di politica per comprendere che Marini non sarebbe stato eletto. Poi è la volta di Prodi, altro uomo bruciato sul braciere del dilettantismo. Si giunge così alla rielezione di Napolitano che giustamente sprona i partiti ad assumersi le proprie responsabilità. Il prescelto è Enrico Letta, uomo giovane ma di larga esperienza; in ogni caso non è il più giovane primo ministro della Repubblica: il record spetta a Giovanni Goria, premier a soli 44 anni non compiuti. Letta, solida formazione politica di respiro europeo e matrice democristiana, in breve forma il governo e i ministri del 62° governo repubblicano giurano fedeltà alla Repubblica oggi 28 aprile 2013.

Passando in rassegna i componenti del governo sembra di essere tornati ai tempi della DC  quando si dava vita a uno dei tanti governi stagionali ricorrendo a uomini di partito, dei satelliti laici e a qualche tecnico o indipendente, a qualche volto nuovo e astro nascente,  come da migliore tradizione italiana; anche Spadolini iniziò la sua folgorante carriera politica da indipendente nel PRI del 1972.

I politici di formazione democristiana o militanti cattolici sono il gruppo più nutrito del governo Letta.

La realtà è proprio questa: la DC non è mai stata così forte come da quando c’è stata la diaspora democristiana e la conseguente distribuzione dei democristiani nei tre blocchi politici che hanno tenuto banco in questi ultimi due decenni.

Tutti i partiti in questi decenni si sono lanciati all’inseguimento del voto cattolico, dimentichi che gli italiani sanno distinguere tra religione e interesse comune, tra coscienza e legge, tra peccato e reato. Hanno dimostrato di capirlo gli italiani sin dai tempi del divorzio, che avrebbe dovuto provocare la divisione del mondo del lavoro.

Centrodestra, Centro e Centrosinistra da decenni fanno a gara a chi interpreta meglio i desiderata delle gerarchie ecclesiastiche. Così, da quando non c’è più la DC  i diritti civili non fanno un passo avanti. Pensate a una legge come la legge 40/2004 (procreazione medicalmente assistita): ai tempi della DC una legge così giuridicamente schifosa non sarebbe stata approvata.

In questa gara a chi aggancia l’illustre porporato, nell’illusione di catturare il voto cattolico e moderato, in questa gara in cui tutti competono per ingraziarsi la benevolenza clericale a farne le spese  sono i diritti del singolo, della coppia, della famiglia.  Tutti uniti nell’essere vessati dai politici cattolici, dai millantatori cattolici, dai laici ipocriti e dai liberati dalla comunione… Il risultato è un numero costantemente crescente di cittadini che va altrove a cercare rappresentanza o semplicemente rinuncia a cercare rappresentanza.

Siamo sicuri che i diritti civili non contribuiscano alla crescita economica e al benessere sociale? Il rispetto per la dignità della persona, il riconoscimento del pluralismo culturale, l’affermazione della libertà individuale di rapportarsi ai problemi della vita… sicuri che non siano motori di crescita?

In una società moderna mi risulta difficile immaginare cittadini calpestati nei diritti fondamentali farsi parte attiva per la crescita della società e per il bene comune. Quanti sono i milioni di italiani che hanno buone e solide ragioni per avvertire distanza, indifferenza se non odio per le Istituzioni?

Tornando al Governo e al suo tratto democristiano in tono minore, l’unica sorpresa è Emma Bonino, esponente di spicco della sinistra liberale libertaria europeista, profondamente religiosa in quel modo che solo un laico sa essere. Mi aspetto da lei la diplomazia dell’intelligenza che sovente manca alla nostra politica.

Ho la sensazione che questo governo non sarà un governo balneare;  ha le condizioni per durare a lungo mettendo mani a irrisolti problemi che da troppo tempo ci trasciniamo.

Unica incognita: la vicenda giudiziaria di Berlusconi. Impossibile separarla dalla vicenda politica perché il PDL è Berlusconi. Dovrà essere escogitata una soluzione per chiudere o temporaneamente archiviare le vicende giudiziarie dell’imputato Berlusconi: senatore a vita? Vedremo. Questo è il grande rospo che milioni di italiani dovranno ingoiare. Questo è l’unico scoglio del governo Letta. La consapevolezza di ciò dovrebbe insegnarci tanto.

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