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La giostra delle banalità

banale2Per politici e giornalisti la situazione non è sufficientemente seria da suggerire comportamenti più attenti, spirito critico e analisi. Infatti, prosegue intensamente la diffusione di banalità sempre più spudorate. Vediamone alcune.

Parlamento rinnovato: mai stati in Parlamento così tanti giovani e donne! Embè? Credo che il parlamento precedente sia stato quello con il più alto numero di rappresentanti di prima nomina; è forse stato il migliore degli ultimi decenni? Giovani e donne significa migliore qualità, efficienza, onestà, competenza? Non si dovrebbe andare in un brodo di giuggiole per un pugno di “giovani e donne” ma occuparsi dei metodi di selezione. Queste d0nne e questi giovani sono stati selezionati con gli stessi metodi e dagli stessi selezionatori dei precedenti parlamenti. Se il precedente parlamento non ci rappresentava, anche questo non ci rappresenta, a prescindere dal fatto che ci siano più persone gradite: nel caso, sarebbe solo un colpo di culo! Il gattopardismo è, appunto, dare l’impressione di cambiare nelle forme e nelle apparenze per in realtà non cambiare nulla.

Berlusconi è ineleggibile. Ma guarda un po’ dopo 19 anni e svariate disamine del problema c’è chi, grazie ai nuovi equilibri politici, vuole spacciare per operazione “giusta e doverosa” la possibile affermazione di una interpretazione di una legge del ’57. Interpretazione sulla quale sono pienamente d’accordo, intendiamoci, ma sarebbe il caso di rilevare che se oggi si affermasse una interpretazione diametralmente opposta di una legge che esiste dal 1957 non sarebbe il trionfo del diritto ma la morte certificata del diritto che non deve vivere in funzione degli equilibri politici. Chi tanto si agita per giungere alla ineleggibilità di Berlusconi dovrebbe fare un piccolo sforzo per individuare il reale problema: va modificato l’art. 66 della Costituzione perché non ha senso che a giudicare sulla ineleggibilità di un parlamentare sia la Camera d’appartenenza. Occorre che a decidere sul punto sia un organo terzo e non un organo politico che inevitabilmente risente degli equilibri politici.

La legge elettorale. Il porcellum è una pessima legge ma bisognerebbe chiedersi se è o non è compatibile con la Costituzione e nel caso in cui si sostenga la tesi (peraltro da tanti sostenuta) che la legge elettorale sia incostituzionale occorrerebbe interrogarsi su quale sia la strada (se esiste) per investire la Corte Costituzionale del compito di valutare tale legge. Da qualsiasi punto di vista si analizzi la legge elettorale, risulta evidente che il problema è a monte, vale a dire nella Costituzione che ha sacrificato la governabilità a vantaggio della centralità del Parlamento. E’ sempre la Costituzione che stabilisce corpi elettorali differenti ai quali compete l’elezione delle Camere, diverso sistema di assegnazione dei seggi (base nazionale per la Camera, base regionale per il Senato), colpevole indeterminatezza nelle modalità di selezione dei candidati, nella organizzazione dei partiti ai quali è affidato il monopolio della politica, nella corrispondenza tra voto ed eletti. Infine, totale esclusione degli elettori dalla selezione dei rappresentanti, che in realtà rappresentano i partiti e non gli elettori. “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”; in cosa consiste questa sovranità sempre evocata? Forme vaghe e limiti molto limitanti. A fronte di tutto ciò il dibattito politico si avvita banalmente intorno alla legge elettorale con considerazioni inconsistenti, perfettamente in linea con la vacuità prevalente tra i rappresentanti dei partiti, che infatti non sono stati capaci in 7 anni di modificare il porcellum mentre i loro colleghi del 1954 annullarono la legge del 1953 ripristinando la precedente normativa.

L’evasione fiscale. Si sostiene da più parti che se tutti pagassero le tasse, queste potrebbero scendere a livelli più umani. Ne siamo proprio sicuri? O se tutti pagassero le tasse semplicemente ci ritroveremmo con un aumento degli sprechi e delle spese fuori controllo? Il problema non è nel livello delle entrate ma nel modo in cui si spende. Se non migliora l’efficienza nella spesa e non si combattono gli sprechi è preferibile non occuparsi dell’evasione fiscale. In queste condizioni di inefficienza e corruzione, combattere l’evasione significherebbe sottrarre ricchezza utile per i consumi e l’economia per destinarla al buco nero che si chiama Stato. Le entrate dello Stato italiano sono perfettamente in linea con quelle di altri Stati europei, che riservano ai cittadini servizi e welfare generalmente migliori dei nostri. Dubito seriamente sulla equazione meno evasione = meno tasse. Sinora è successo che alla maggiore disponibilità di risorse pubbliche sia sempre corrisposta una maggiore spesa parassitaria e improduttiva, maggiori sprechi. Basterebbe analizzare il modo in cui si sta realizzando la decantata digitalizzazione della pubblica amministrazione per rendersi conto di quanti costi inutili si sostengono per giustificare commesse inutili e faraoniche che si traducono in costi per le aziende e quindi per i consumatori.

Il dibattito politico è dominato da insopportabili banalità costante conferma che la crisi di rappresentanza è anche crisi di rappresentazione. Il nostro sistema dei media è a un livello pessimo. I giornalisti, con poche e sempre più rare eccezioni, si sono ridotti a reggere il microfono ai soliti noti, senza alcuna capacità di analisi, riflessione e approfondimento. I media contribuiscono in modo determinante ad accreditare le banalità come verità indiscusse, facili bersagli contro i quali di volta in volta scagliare i propri spuntati dardi. I media, con poche eccezioni, sono i più fedeli servitori della partitocrazia, anche (forse soprattutto) quando fingono di mordere.

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