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Parola di Grillo

“Il M5S non darà la fiducia a un governo tecnico, né lo ha mai detto. Non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti da maggioranze parlamentari”.

“Il governo Monti è stato il governo più politico del dopoguerra, nessuno prima aveva mai messo in discussione l’articolo 18 a difesa dei lavoratori. Il presidente del Consiglio tecnico è un’enorme foglia di fico per non fare apparire le vere responsabilità di governo da parte di Pdl e pdmenoelle”

Così parlò Grillo, condivido pienamente e finalmente cominciamo a restituire alle parole il significato.

C’è solo un governo parlamentare. Però, caro Grillo, è ai parlamentari che spetta il compito di dare vita a un Governo sulla base dei punti in programma e magari chiedendo con pignoleria tempi e modi di realizzazione del programma.

Senza pregiudiziali, senza steccati, senza recinti ideologici ma per svolgere un servizio al Paese. Se ci sono delle cose buone da fare, facciamole e non è importante chiedere al compagno di strada chi è dove va e perché. L’importante è che vada nella mia stessa direzione.

Indice di gradimento: in salita

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2 thoughts on “Parola di Grillo

  1. Indice di gradimento in salita? Certo, concordo su tutta la linea, dalla “parola di Grillo” al fatto che è meglio smetterla con gli steccati ideologici e cercare convergenze. Però sono un po’ perplesso…sperare che si faccia un accordo e che l’ agenda di Grillo diventi agenda di governo…su cosa potrebbe esserci convergenza? Legge anticorruzione? D’accordo, facciamola, ma io credo che la corruzione si combatta riducendo le risorse che i politici intermediano attraverso tasse e spesa pubblica e quindi non con un semplice provvedimento normativo.
    E devo dire che soffermandomi sul programma del 5stelle le proposte economiche fanno paura.
    Per esempio il reddito di cittadinanza, che potrebbe essere una proposta condivisibile se inserita in una riforma complessiva del welfare state, degli ammortizzatori, magari scopiazzando leggermente la Hartz IV tedesca, appare piuttosto demagogica e confusa se fatta così come proposta spot. Per non parlare di tutti i tagli proposti ma privi delle adeguate coperture: nel programma Grillo vuole togliere l’ IRAP, ripristinare i tagli alla scuola, togliere l’ IMU, cancellare la riforma delle pensioni (unico vanto a mio parere di quest’ anno di governo cosiddetto tecnico), il tutto per circa 100 mld prevedendo però risparmi sulla spesa per neanche 25 mld (fonte sempre il programma elettorale). E poi ancora riduzione del debito pubblico con risparmi di spesa (quali? dove? come? Nominiamo un altro commissario straordinario alla Bondi che venga a dirci che in quel buco nero fatto da oltre il 50% di Pil possiamo risparmiare un bellissimo 0,4%??) e dulcis in fundo rilancio della PMI sul modello francese, quindi presumo con sussidi (vedi sopra alla voce “corruzione”). La proposta del referendum sull’ero mi rifiuto di prenderla in considerazione!
    Poi boh, unisci tutto questo all’idea confermata nel vertice del Pd di ieri di pagare i debiti della P.A. (che tra l’ altro non è dato sapersi a quanto ammontino esattamente) con una nuova emissione di titoli di debito pubblico e alle difficoltà che si avrebbero col 5stelle alleato a varare quella che sarà una necessaria finanziaria da 7/8 mld se si vuole evitare che lo spread schizzi a 500 bp….altro che indice di gradimento in salita! Le uniche due parole che mi vengono in mente sono DEFAULT IMMEDIATO!!

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    • Le tue perplessità sono anche le mie. Tu stai volando alto e pensi giustamente mantenendo i piedi per terra ma senza rinunciare a liberare la fantasia. La questione però adesso è più spicciola. Nessuno sopporta più un Parlamento che rappresenta esclusivamente i partiti e non il popolo. Alcune riforme si possono fare subito e sono senza costo.
      Obbligo di discusione in tempi certi delle leggi di iniziativa popolare
      Riforma della costituzione per ridurre i parlamentari ed eliminare il quorum nel referendum abrogativo
      Approvazione di una legge che assicuri democraticità nei partiti (art. 49 Cost).
      Riduzione dei costi della politica: quindi meno soldi ai parlamentari ma anche drastico taglio dei budget dei Palazzi del Potere
      Eliminazione delle province e delle prefetture (ne basta una per regione)
      Eliminazione dei fondi pubblici a partiti e giornali di partito.
      Riduzione delle spese militari a partire dal taglio drastico al numero degli ufficiali (se mandassimo a casa il 50% dei generali – e si può fare – pagando lo stipendio comunque risparmieremmo un sacco di soldi).
      Via i politici dalla Rai, dalle Asl e dalle Fondazioni bancarie.
      L’elenco potrebbe proseguire e se si fanno queste cose e intanto si studia un nuovo sistema di welfare, una riconversione dei settori economici decotti, il rilancio del turismo… si comincia a recuperare la fiducia della “gente”. Perché il problemna è che se non si fanno queste cose di base andiamo verso una situazione esplosiva che sarà insostenibile

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