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Il valore degli affetti

Per il mondo cattolico e moderato italiano il rapporto affettivo tra un uomo (inteso come individuo del genere umano senza distinzione di sesso) e un gatto (indipendentemente dal sesso) vale più di quanto valga il rapporto tra due esseri umani, indipendentemente dall’assortimento di genere sessuale.

Mi spiego.

Se un uomo prende in casa un gatto, assume nei riguardi del felino precisi obblighi. In compenso, potrà scaricare dai redditi, nelle modalità e nei limiti previsti dalle norme fiscali, le spese veterinarie sostenute nell’interesse del felino amico. D’altra parte, il gatto non ha fonti proprie di reddito e non è nemmeno certo che abbia liberamente scelto il partner umano. Ciò vale senza che abbia rilevanza la differenza di sesso tra uomo e gatto.

Se un uomo prende in casa (passatemi l’espressione bruttissima utilizzata solo per analogia con il precedente caso affrontato) un altro uomo (utilizzo il termine uomo indistintamente per riferirmi all’uomo di sesso maschile o a quello di sesso femminile), anche se il partner non ha alcuna fonte di reddito, non è prevista alcuna forma di detrazione per le spese mediche sostenute nell’interesse del partner. In altre parole, in una coppia non sposata (indipendentemente dal grado di assortimento sessuale) se una persona lavora e l’altra no, pur formando ai fini anagrafici una famiglia, non è prevista la possibilità che chi lavora possa detrarre dai redditi le spese mediche sostenute per il partner. Contemporaneamente, la persona senza reddito non potrà chiedere l’esonero dal ticket poiché per avere diritto all’esonero si prende a riferimento il reddito del “nucleo familiare”.

Ergo, per lo Stato Italiano grazie alla politica cattolica e moderata il rapporto affettivo tra due essere umani è meno meritevole di tutela del rapporto affettivo tra soggetti appartenenti a specie animali differenti, anche nel caso dovessero esserci dubbi sulla volontarietà del rapporto stesso da parte del soggetto animale più debole.

Innocente domanda.

Lo Stato non dovrebbe favorire e incoraggiare ogni forma di libera solidarietà e affettività tra persone? Ogni rapporto di solidarietà tra esseri umani non dovrebbe essere in sé un interesse pubblico da tutelare?

Conclusione non definitiva.

Amore, carità, rispetto, dignità, uguaglianza… in Italia sono proprio termini relativi e il “relativismo etico” sembra proprio il cavallo di battaglia del mondo cattolico politico e clericale (forse la congiunzione è di troppo perché il mondo politico cattolico sembra coincidere con le volontà delle gerarchie ecclesiastiche).

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