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Italia. Bene Comune

Sarebbe ingiusto disconoscere il percorso di rinnovamento portato avanti dal PD e da SEL a cui, consapevole della posta in gioco, va il merito di aver condotto una parte significativa della cultura di sinistra su posizioni di concretezza e responsabilità. Meglio sporcarsi le mani per raggiungere qualche risultato piuttosto che restare candidi e puri con il Paese ancora una volta consegnato nelle mani di una destra inconsistente, illiberale,  predatoria, mercantilistica, monopolizzata da Berlusconi e dai suoi interessi.

Non siamo al “turatevi in naso e votate PD“, parafrasando Montanelli, ma non siamo nemmeno tanto lontani. Non c’è dubbio che ogni scelta è all’interno di una classifica in cui scegliere il “meno peggio“. C’è ancora molto da fare per superare vecchie incrostazioni e smantellare quel sistema di promiscuità tra affarismo e politica, lottizzazione e conservatorismo, di cui anche il PCI-PDS-DS-PD ha fatto e fa parte insieme all’altra ala della sinistra che da Rifondazione Comunista porta a SEL.

Il cammino però è avviato e con il concorso di nuovi soggetti politici che entreranno nelle Istituzioni è possibile che si metta in moto un percorso virtuoso che finalmente ci porti verso una democrazia compiuta.

Faccio il tifo per Bersani e Vendola, invitandoli a essere coraggiosi e impietosi nell’affrontare i tanti nodi del nostro Paese bloccato sia sul piano economico sia su quello istituzionale. Molto dipenderà dall’intelligenza con cui sapranno superare steccati e immobilismi, dalla loro capacità di coinvolgere i nuovi soggetti politici, a partire dal Movimento 5 Stelle, non per comprarne l’appoggio ma per chiedere aiuto nell’ambizioso e comune progetto di rinnovare il Paese.

Bisogna prendere atto che in parte Grillo ha ragione. Tra le vostre fila ci sono tante anime morte: seppellitele definitivamente.

E’ giunto il momento in cui i vincitori dovranno dare e non chiedere, concedere e non pretendere, ritirarsi e non occupare. Ritirarsi dalle ASL, dalle banche, dalle autorità di garanzia (che devono essere in mano ai cittadini e non ai politici o peggio ai politici trombati), dalla RAI, dalle imprese di Stato. Se brucerete questa occasione temo che la tenuta del Paese sarà messa seriamente a rischio.

Buona fortuna e rompete gli indugi. Siate coraggiosi. C’è una parte d’Italia che crede che possiate farcela ed è pronta a fare la propria parte. Fate la vostra e giocate la partita con forza e determinazione.

Gradimento: 5\6

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One thought on “Italia. Bene Comune

  1. Pingback: Caro Bersani | macosamidicimai

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